Dieci semplici regole per crearsi un proprio pubblico di lettori

Il vero problema per chi intende entrare nel mondo dell’editoria e per riuscire a pubblicare un romanzo è stabilire quale sia la strada giusta da intraprendere. Di regola, si sa, uno scrittore impiega tutte le sue energie mentali e mette tutto se stesso nella creazione del suo libro, poi però è con una certa diffidenza che lo offre al pubblico e alla critica per essere letto e, quindi, valutato (magari criticato). E ciò non solo perché non ha ancora compreso a quale editore proporsi o, addirittura, se sia meglio il self-publishing, ma anche perché il problema maggiore, prima di compiere ogni passo, è quello di tentare di formare un proprio pubblico di “follower” e di potenziali lettori.

In realtà avere tutti questi dubbi è, per chi si affaccia al mondo della scrittura, più che giustificato: ogni esperienza è tuttavia personale e tentare di dare una risposta generica ai mille quesiti che attanagliano lo scrittore emergente è una soluzione fallace, siccome non esiste una soluzione univoca per tutti i casi.

Per questo motivo si propongono le seguenti brevi regole che, più che costituire precetti assoluti e generali, rappresentano una guida (semi)seria per principianti: alcuni suggerimenti, ossia spunti di riflessione che potrebbero risultare utili per agevolare il percorso di un esordiente e/o aspirante scrittore nel suo impervio cammino; in altre parole si propongono di seguito alcuni (dieci per la precisione) modelli di comportamento da adeguare naturalmente alle proprie aspirazioni e al proprio modo di essere, con un consiglio, questo sì, categorico:

non snaturare mai il proprio stile,
le proprie idee e le inclinazioni personali.

Un autore, per farsi apprezzare, deve vincere ogni paura, diventare consapevole di ciò che scrive e acquisire il giusto coraggio per mostrare e far leggere la sua opera.

Sei pronto a iniziare? Vedi fonte

Ecco, allora, dieci semplici regole che potrebbero aiutare un aspirante autore a farsi conoscere:

  1. Leggere, leggere e leggere ancora: prima regola per chi intende scrivere è innanzitutto imparare a farlo traendo spunto – non dico copiando –  da chi già sa farlo, da chi è già riuscito a raggiungere un livello di costruzione narrativa tale da ottenere il giusto gradimento del pubblico;
  2. Partecipare ai concorsi letterari nei quali è prevista la pubblicazione: altri generi di concorsi hanno un’importanza minore, perché a chi scrive serve una pubblicazione, cartacea o digitale che sia, ma una pubblicazione.
  3. Non far leggere le proprie storie solo ad amici e parenti: la cerchia benevola di amici e parenti è, per definizione, troppo benevola e poco oggettiva, le critiche devono essere  costruttive e provenire di regola da lettori “forti”.
  4. Partecipare ai forum letterari: ce ne sono molti in circolazione che indicono diverse gare letterarie e concorsi, o che pubblicano sfide di scrittura. Sono utili non solo per farsi conoscere ma anche per ricevere critiche. Le critiche fanno crescere.
  5. Aprire un proprio blog: non è un metodo obbligatorio ma non è neppure una cattiva idea per proporsi, è un’occasione per farsi conoscere scrivendo ciò che più interessa, magari attinente proprio al genere letterario che piace (magari gialli, noir e thriller come questo stesso blog) e che si intende utilizzare per la propria opera.
  6. Pubblicare racconti nel blog: è un’altra azione non obbligatoria ma anche questa potrebbe essere utile per farsi conoscere.
  7. Aprire un profilo social: che sia Instagram, Twitter e Facebook poco importa, l’importante è interagire e creare relazioni, magari con gruppi dedicati alla scrittura.
  8. Frequentare e conoscere altri blog: quindi leggere e commentare articoli in altri blog letterari (magari iniziando proprio da questo). Un blog è una piccola comunità e perciò è un modo per iniziare a farsi conoscere.
  9. Proporsi per valutare opere letterarie altrui: alcuni concorsi come Ioscrittore consentono di conoscere e confrontarsi con altre esperienze e con altri autori emergenti;
  10. Partecipare a incontri e presentazioni di altri autori: conoscere di persona gli autori e magari relazionarsi con loro potrebbe essere un’opportunità, non solo per intessere nuove relazioni sociali con chi è già in questo mondo, ma anche per comprendere e conoscere le storie e i percorsi di chi ha già dovuto confrontarsi con gli ostacoli del mondo dell’editoria.

Questo è tutto, amici: recuperate da quanto sopra detto solo ciò che può esservi utile e, prima di trarre conclusioni affrettate sull’efficacia dei consigli forniti, vi attendono almeno due verifiche:

  1. Avete davvero messo in atto i consigli appena letti?
  2. Provate ad aggiungere voi stessi strategie d’azione da mettere in campo, magari partendo proprio da quelle suggerite nel decalogo per adattarle al vostro caso, al vostro stile, insomma al vostro modo di essere.
Bando alle ciance allora: buona fortuna e buon lavoro.

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